L'autenticità dell'adesione alle idee di promozione sociale, che erano una delle radici dell'Art Nouveau (in Horta, negli Arts & Crafts), la coerenza della ricerca progettuale di Camillo Dolza, lontanissimo dall'intendere il nuovo stile come mera questione di moda e di maquillage edilizio, trovano un'ancor più evidente conferma nei fabbricati per bagni municipali, che associano alle finalità di far partecipare le classi inferiori degli agi della società moderna, l'applicazione dell'ideologia igienista allora in voga.
Bagni e lavatoi erano un'evidente necessità per la città in espansione, dove già pochi alloggi per le classi borghesi erano dotati di bagno, e nelle case più economiche i servizi igienici erano in comune, su ogni ballatoio. Queste utili attrezzature, razionalmente studiate nella loro distribuzione, negli impianti, nella scelta dei materiali, sono connotate, nel trepido tratto grafico di Dolza (puntualmente tradotto nelle costruzioni) da una lievità festosa, dalla cura dei particolari, dalla luminosità degli interni, in una progettazione integrata di questi piccoli edifici, caratterizzanti gli ambienti urbani dove sorgono.
Agostino Magnaghi, Mariolina Monge, Luciano Re, Guida all’ architettura moderna di Torino, Celid, Torino 2005, p. 91.